È un metodo, unico nel suo genere, che combina terapia corporea e verbale, basandosi sull’assunto che mente e corpo formano un'unità: “noi siamo i nostri pensieri, emozioni, sensazioni, impulsi ed azioni”.
Affonda le sue radici nell'opera di Sigmund Freud, passando per Wilhelm Reich, approdando ad Alexander Lowen al quale si deve l’osservazione che i blocchi muscolari impediscono il libero scorrere dell'energia e che una persona il cui flusso energetico è bloccato, ha perso una parte della sua vitalità e della sua personalità. Questa perdita fa sì che questa persona si senta depressa, sia sempre in lotta e usi costantemente la forza di volontà per eseguire i compiti quotidiani. Diventa difficile mettersi in relazione con gli altri o provare piacere.
Le tensioni muscolari hanno quindi lo scopo di non permettere al soggetto di sperimentare la propria vulnerabilità ed evitare di mostrarsi vulnerabile; ad esempio, l’espressione corporea di una persona che tende a serrare i denti, può voler dire: "Non voglio aprirmi per non essere ferito di nuovo".